Taranto, strappo nella Confcommercio. Si dimettono 10 dirigenti

Taranto, strappo nella Confcommercio. Si dimettono 10 dirigenti

Clamoroso strappo nella Confcommercio di Taranto. Dieci dirigenti e soci storici, lasciano l’associazione alla vigilia dell’assemblea generale in programma domani per eleggere il nuovo presidente provinciale, il consiglio generale, il collegio dei revisori dei conti e dei probiviri.


A lasciare Confcommercio sono: Giuseppe Sebastio, Aldo Manzulli, Luigi Traetta, Francesco Psichetola, Francesca Intermite, Giampiero Laterza, Egidio Andriani, Luigi Scarciglia, Cosimo D’Andria, Giuseppe Covella. I dissidenti hanno spiegato le ragioni delle dimissioni da Confcommercio in un documento inviato alla stampa. “Abbiamo dovuto assistere – scrivono – al progressivo accentuarsi di una conduzione troppo verticistica dell’associazione, fino a giungere a clamorosi eccessi di tipo monocratico”. Le critiche sono rivolte al presidente uscente Leonardo Giangrande e alla sua decisione di ricandidarsi per la terza volta. Per farlo è stato necessario rimuovere dallo statuto associativo il vincolo dei due mandati (di 5 anni ciascuno, ndr).



“Quel sacrosanto limite massimo di due mandati presidenziali (ma di ben cinque anni cadauno, quindi un lungo decennio) – prosegue il documento -fu introdotto a furor di popolo, e non a colpi di sterile maggioranza consiliare com’è accaduto in quest’ultimo periodo, proprio per innescare quel necessario cambiamento al vertice, al termine della lunga presidenza del defunto presidente Papalìa, oltre che per sancire un principio sacrosanto che la storia ci insegna: non esistono uomini buoni per tutte le stagioni e dieci anni sono un tempo enorme per chiunque, entro il quale, che si sia fatto bene o no, bisogna favorire ed operare il cambiamento al vertice”.

“Disgraziatamente – aggiungono i 10 dissidenti – abbiamo dovuto constatare che quel principio solenne, allora condiviso pienamente anche da tutti coloro che oggi lo rinnegano per evidenti ragioni di conservazione dello status quo, è stato letteralmente profanato. Un modo di fare impossibile da condividere, che ci costringe, pur con l’enorme rammarico di chi, come noi, ha sempre seguito e sostenuto con grande impegno e spirito di appartenenza l’associazione, a decidere dolorosamente, ma fermamente, in piena coerenza con i nostri princìpi ed a tutela della nostra dignità personale e storia dirigenziale, a dimetterci dalla Confcommercio provinciale di Taranto, nell’immediata vigilia della prossima assemblea elettiva”.


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