Taranto, sull’ambiente le sardine fanno… i gobbioni

Taranto, sull’ambiente le sardine fanno… i gobbioni

Le sardine sono arrivate anche a Taranto. Partite dal cuore dell’Italia-rossa, hanno superato l’Appennino tosco-emiliano, per nuotare tra i due mari del capoluogo ionico, tappa pugliese del fenomeno politico e sociale che sta scuotendo il Paese.  Partecipazione probabilmente sotto le aspettative. Sono mancati soprattutto i giovani. Molta attesa, tanta curiosità. In particolare su ambiente e vertenza ex Ilva. Tema divisivo e scivoloso. Una sorta di Rubicone che spacca l’opinione pubblica tarantina: si sta da una parte o dall’altra. Non sembra esserci una terza via. Forse per questo, le sardine non si sono esposte ed hanno un po’ giocato a nascondersi come i “gobbioni” che si infilano sotto gli scogli. 

Qual è la vostra proposta in materia di difesa dell’ambiente? Abbiamo chiesto questa mattina a Mattia Santori, uno dei fondatori delle sardine. “Non spetta a noi fare proposte in tema ambientale – ha detto – siamo troppo giovani e non siamo un movimento politico. Rivendichiamo però la necessità di una politica seria che affronti la questione ambientale per quello che è, un tema complesso. La complessità non fa parte del populismo che noi osteggiamo ed è questo il collegamento tra il messaggio delle sardine e il tema ambientale”.


Taranto, comunque, è stato un termometro per le sardine.  “La presenza a Taranto – ha aggiunto Santori – è un processo fondamentale dell’esperimento delle sardine. Ero molto preoccupato della proposta di portare le sardine a Taranto, ma ora sono contento. Se Bologna ha avuto un senso, lo è stato in quanto proposta folle e la proposta folle di fare le sardine a Taranto porterà innovazione, modernità, serietà in questa terra e in tutta Italia”. “Probabilmente avremmo potuto fare di più – ammette Maristella Bagiolini – ma questa non è una piazza di Bologna, nè di Firenze”. Questa è Taranto. Acque agitate per tutti. Anche per le sardine.




Annunci

Dove andare a Taranto