Taranto, torna in vita l’ex yard Belleli

Sull’ex Yard Belleli negli anni ’80 e ’90 venivano varate le piattaforme petrolifere che finivano nei mari di tutto il mondo. Progettazione, ingegneria, carpenteria, una filiera che faceva di Taranto e delle sue maestranze un’eccellenza internazionale. Poi quella storia è finita sulla spinta di scelte societarie non sempre azzeccate e dell’illusione che il petrolio fosse, ormai, talmente a buon mercato che andare a cercarlo in mare aperto non fosse più conveniente. I lavoratori subirono un piano di scorpori societari che non durò molto. Lunghissimo, invece, è stato l’accompagnamento alla pensione con gli ammortizzatori sociali o con i benefici per l’esposizione all’amianto. Lo Yard è rimasto abbandonato per decenni. Fu inserito nell’area Sin di Taranto e prima di essere riutilizzato a fini produttivi o portuali doveva essere messo in sicurezza. Per inciso, nel 2017 le trivellazioni in mare si sono, purtroppo, moltiplicate e si praticano anche in uno specchio d’acqua fortemente antropizzato e circoscritto come il Mar Mediterraneo.


La storia di Taranto, di quel pezzo di Taranto è andata così. Si apre, però, un nuovo capitolo. Giovedì 30 novembre 2017, alle 11.30, nel Salone degli Specchi di Palazzo di città, il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio Sergio Prete e il direttore generale dell’Agenzia Industrie Difesa Gian Carlo Anselmino, illustreranno i contenuti dell’accordo quadro per la definizione di un programma congiunto e pluriennale finalizzato alla realizzazione di un hub specialistico per le attività di “Green Ship Recycling” dedicato al naviglio militare e civile, nazionale ed estero, all’interno del sito denominato “Ex Yard Belleli”.



Una nuova opportunità per il territorio ionico che sulla filiera del mare (e su altre forme di sviluppo economico), deve investire fortemente per liberarsi progressivamente dal giogo dell’acciaio con i suoi pesi ambientali ed i continui ricatti occupazionali. La demolizione ed il riciclo di unità navali militari e civili sono un business prevalentemente appannaggio di paesi emergenti. Strapparlo a forme di capitalismo senza regole e garanzie per l’ambiente e per i lavoratori e portarlo nel cuore dell’Europa, è un’operazione che si muove in direzione di economie circolari e green. E’ simbolico che laddove i “giganti del mare” prendevano vita, mercantili e naviglio civile compiranno il loro ultimo viaggio, prima di… rinascere sotto altre forme. (La foto a corredo di questo articolo è del fotografo Ciro Quaranta)

 


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