Taranto, una carta geologica per studiare l’inquinamento

Taranto, una carta geologica per studiare l’inquinamento

La carta geologica è un documento di grande importanza per conoscere il territorio. Ha applicazioni dirette nel campo della protezione civile, sia in tema di rischio sismico e vulcanico, sia nell’analisi del rischio idrogeologico (frane, aree alluvionabili). E’ uno strumento efficace nello studio delle aree sommerse e della stabilità dei fondali marini, ma anche per applicazioni di uso quotidiano come conoscere il sottosuolo e le falde nella realizzazione di infrastrutture, strade, gallerie, fondazioni.


Nonostante l’estrema importanza delle carte geologiche, l’unica Cartografia Geologica Ufficiale dello Stato che ricopre interamente il territorio nazionale è quella in scala 1:100.000 che risale ai rilevamenti iniziati nel 1871 e completata alla fine degli anni ’70 del secolo scorso. A partire dalla fine degli anni ’80, specifici provvedimenti hanno finanziato la realizzazione della Nuova Cartografia Geologica d’Italia (1:50.000) – Progetto CARG. Ad oggi sono stati realizzati solo 281 Fogli geologici, circa il 44% dei 652 Fogli che ricoprono l’intero territorio nazionale.



In Puglia, su 48 Fogli, solo 10 sono stati completati. Gran parte dei Fogli realizzati sono localizzati fra Subappennino Dauno, Tavoliere e Gargano ad eccezione di due Fogli in Salento e il Foglio Bari. La mancanza di finanziamenti ha completamente bloccato il Progetto CARG. La ripresa del Progetto CARG è avvenuta grazie alle risorse stanziate con la Legge di bilancio n. 160/2019 e ne ha beneficiato anche Taranto.

Venerdì 4 dicembre, alle 12, nella sede di Taranto dell’Università di Bari, in via Alcide De Gasperi, al rione Paolo VI verrà presentato il progetto Foglio 493 della Nuova Cartografia Geologica d’Italia (scala 1:50.000) interamente dedicato a Taranto. Al progetto collaborano Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), Asset (Agenzia per lo Sviluppo Ecosostenibile del Territorio della Regione Puglia) e il Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali, Università degli Studi di Bari Aldo Moro (Distegeo).

“Il finanziamento del Foglio n° 493 Taranto – spiega l’Università – ha un significato di grande importanza sia scientifica che economico-sociale. Da una parte infatti, le aree emerse e sommerse di questo territorio contengono numerosissime specificità di tipo stratigrafico-strutturale e idrogeologico/geotecnico di interesse internazionale, dall’altro si tratta di un territorio fortemente impattato dall’azione antropica e nel quale i caratteri dei corpi geologici più recenti assumono un ruolo determinante per monitorare/bonificare l’ambiente”.


Tra i fogli proposti per il finanziamento da Asset, il Servizio Geologico d’Italia – Ispra ha, anche per queste ragioni, ritenuto prioritario il foglio Taranto. Il Servizio Geologico d’Italia (ISPRA), la Regione Puglia (rappresentata da ASSET) e l’Università di Bari (DISTEGEO – UniBA) hanno quindi stipulato una convenzione di collaborazione che prevede il coinvolgimento attivo delle tre strutture consentendo in tal modo la ripartenza del Progetto CARG Puglia proprio dal Foglio geologico n° 493 Taranto (prevedendo il rilevamento e l’informatizzazione sia dell’area emersa che di quella sommersa), con la ferma volontà di fornire un prodotto cartografico moderno, di estremo dettaglio e affidabile,utile per le future azioni di monitoraggio, bonifica e pianificazione di questo martoriato territorio.

Il Progetto inoltre consentirà di analizzare e organizzare l’enorme mole di dati rinvenienti dai numerosi progetti finanziati negli ultimi decenni e che, soprattutto per le tematiche geoambientali, non sono mai stati verificati, incrociati e omogeneizzati. Avrà inoltre una immediata ricaduta lavorativa per i giovani laureati in materie geologiche, ambientali e naturalistiche che saranno impegnati durante i quattro anni,previsti per la realizzazione del Foglio,nelle complesse fasi di raccolta dati (in campagna e in laboratorio). Nelle attività di rilevamento a terra e a mare gli operatori potranno infine contare sui mezzi e le attrezzature del Polo Scientifico e Tecnologico Magna Grecia, una realtà di ricerca di eccellenza presente nel territorio tarantino.


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