Taranto, Vendola risponde ai giudici di Ambiente svenduto

Taranto, Vendola risponde ai giudici di Ambiente svenduto

Un lungo interrogatorio per Nicola Vendola, detto Nichi, nato a Bari nel ’58. L’ex governatore della Regione Puglia è comparso oggi dinanzi ai giudici di Corte d’Assise, presidente Stefania D’Errico, a latere Fulvia Misserini. Vendola è uno dei 44 imputati di Ambiente svenduto e risponde di concussione. La vicenda è relativa alle presunte pressioni esercitate nei confronti dell’Agenzia regionale per l’Ambiente (Arpa) in favore dell’Ilva, all’epoca dei fatti di proprietà della famiglia Riva.


Per oltre due ore Vendola ha risposto alle domande del pubblico Ministero Remo Epifani respingendo le tesi dell’accusa e respingendo ogni ipotesi di atteggiamento morbido nei confronti dell’azienda siderurgica e della famiglia Riva. L’ex governatore ha rivendicato anzi le leggi regionali antinquinamento prodotte nel periodo della sua presidenza. Vendola ha risposto anche alle domande degli avvocati delle parti civili.



Sull’interrogatorio di Vendola si registra una nota stampa della Federazione dei Verdi della Provincia di Taranto. “Entra in difficoltà l’ex Presidente della Regione Puglia – si legge nel documento – quando gli vengono posti i quesiti da parte del l’avv. che patrocina la Federazione dei Verdi nel Processo Ambiente Svenduto, relativi alla mancata risposta ad Angelo Bonelli che nel 2010 gli chiedeva di avviare un’indagine epidemiologica a Taranto. Vendola risponde di non aver ritenuto dare adito al quesito di Bonelli (all’epoca leader dei Verdi) poiché in giunta il rappresentante regionale dei Verdi non aveva mai posto alcuna mozione in merito”.

“Occorre sottolineare – prosegue la nota stampa dei Verdi –  che nel novembre 2010, data in cui Angelo Bonelli inviò a Vendola la richiesta di indagine epidemiologica, in consiglio regionale non era presente nessun rappresentante dei Verdi. Incalzato dall’avvocato che gli chiedeva di andare oltre il mero aspetto politico della vicenda e di concentrarsi, invece, sulla domanda posta, l’ex Presidente affermava che vi erano altre operazioni da realizzare prima della richiesta indagine epidemiologica come l’istituzione del registro tumori. Infine alla domanda se ritenesse o meno necessaria l’indagine il Presidente non ha inteso rispondere”.


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