TARANTO, via libera alla MULTISALA

A PAOLO VI.  E QUELLA DI SAN GIORGIO? E i cinema tarantini, quale destino?

La multisala a Taranto piace. È fuori di dubbio, specie per chi dal grande schermo si attende suoni, azione ed effetti speciali. Ma non solo.
I tarantini che amano il cinema bello e comodo dovranno attendere poco. A gennaio dovrebbero partire i lavori della multisala prevista a Paolo VI, dove un tempo era attiva la Mongolfiera.
Il Consiglio comunale darà il via libera definitivo nel corso della seduta convocata per lunedì prossimo, 28 settembre.
A quanto pare, inoltre, ci sarebbe un’altra multisala in arrivo, prevista in questo caso nella zona industriale di San Giorgio (rinviamo l’approfondimento ad altro post).


Andiamo per ordine.
Il progetto di Paolo VI è stato presentato dalla società Co.Re.T che fa capo ai proprietari del Gabbiano, nota struttura turistico-ricettiva della litoranea orientale di Taranto.
La giunta regionale ha dato parere favorevole nell’ultima seduta dell’era Vendola (assessori tarantini in carica, prima del voto, Pentassuglia e Nardoni).
Era il 26 maggio scorso.
Quindi, la palla e’ tornata alla commissione Assetto del Territorio del Comune di Taranto (presieduta da Emanuele Di Todaro che di Paolo VI è stato ultimo presidente di circoscrizione prima che queste fossero abolite).
Insomma, l’idea di una struttura multisala cinematografica, che a Taranto rappresenterebbe una vera novità, sta per diventare realtà.
E si tratta di un progetto complesso che non riguarda solo il cinema.
A parte le 9 sale di proiezione, la Coret realizzerà verde attrezzato, due campi da tennis, uno da calcetto e una palestra coperta.
I posti auto saranno 700 così come gli gli alberi che saranno piantumati su tutta l’area.
Nove sale in un quartiere cittadino, dunque. Vera attrazione, senza dubbio, anche per la provincia vista la vicinanza degli snodi Punta Penna, per intenderci.
Certo, resta da capire come faranno a reggere l’impatto le attuali sei sale cinematografiche tarantine. E non va trascurata la proposta già citata di una multisala tra il capoluogo e San Giorgio.
Ben venga l’innovazione e l’ammodernamento dell’offerta culturale tarantina, anche se è netta l’amara sensazione che una mannaia si stia per abbattere sugli attuali operatori del settore. A meno che non intendano consorziarsi e proporre la gestione condivisa della nuova multisala.
Ma in qual caso, che fine farebbero le attuali sale cittadine?
Nuovi gusci vuoti? Discuterne sarà d’obbligo.
Dal Paris al Fusco, passando per il Verdi, di sale abbandonate la città ne ha già conosciute troppe e poche volte successivamente riutilizzate.
(adl)




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