Tavolo ex Ilva, riunione rinviata. Sindaco e presidente della Provincia consegnano la fascia al prefetto! La piazza: decarbonizzazione? No, chiusura!

Tavolo ex Ilva, riunione rinviata. Sindaco e presidente della Provincia consegnano la fascia al prefetto! La piazza: decarbonizzazione? No,  chiusura!

Una giornata densa. Proteste che si incrociano intorno al totem di sempre. Dalla piazza alle istituzioni. Andiamo per ordine.


Causa assenza Governo, non c’è stato il Tavolo Istituzionale convocato da Comune e Regione. Chiesto e ottenuto da Roma un rinvio.

C’e’ stato il sit-in di associazioni, comitati, organizzazioni, attivisti e singoli cittadini del variegato mondo No ILVA di Taranto, a dispetto della pioggia annunciata (tra le adesioni, anche quelle dei consiglieri comunali Fornaro, Corvace e Battista). La piazza, fatte salve le sfumature, le tonalità e le storie diverse che la compongono, chiede la “chiusura dello stabilimento“, giudicando inutili le prospettive messe in campo da Comune e Regione. E punta il dito contro il Governo che sta riportando lo Stato dentro le acciaierie rilanciando in sostanza la produzione.



Non si è tenuta, dunque, la videoconferenza di Costituzione del Tavolo per la sottoscrizione dell’Accordo di Programma per la bonifica, il risanamento ambientale, la riconversione e lo sviluppo del polo siderurgico di Taranto – che oggi avrebbe dovuto conoscere il debutto istituzionale ma che invece ha registrato una frenata.

L’invito municipale a partecipare all’incontro on line aveva raggiunto Palazzo Chigi, diversi ministri (Sviluppo Economico, Infrastrutture, Economia, Ambiente, Salute, Lavoro e Politiche Sociali, Sud e Coesione Territoriale), quindi il Prefetto di Taranto, il Commissario Straordinario per le Bonifiche, l’Ad di Invitalia, i presidenti della Camera di Commercio di Taranto e dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, i commissari di Ilva in AS, Ispra, Istituto superiore di Sanità, Arpa Puglia, Asl, sindacati, Confindustria Taranto, Magnifico Rettore dell’Università e del Politecnico di Bari. Comune e Regione in sostanza propongono un accordo di programma per la decarbonizzazione dello stabilimento siderurgico tarantino. In alternativa, ci sarebbe la chiusura dell’area a caldo. I manifestanti, stamattina, hanno ribadito la loro posizione contraria ritenendo come la “chiusura totale dello stabilimento” sia la strada percorribile per disegnare un futuro nuovo per Taranto. 

Sin qui, la mattinata, segnata dal mancato avvio del Tavolo dovuto alla indisponibilità odierna del Governo. “A seguito di richiesta di rinvio della riunione, per ragioni organizzative e di agenda da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri – spiegavano infatti alle 11 dal Comune di Taranto – si comunica il rinvio della stessa che verrà prontamente riaggiornata non appena sarà resa nota la disponibilità della suddetta Presidenza del Consiglio dei Ministri”.


Poi, qualche ora più tardi, un altro annuncio. Sempre da Palazzo di Città, alle 14.30, giungeva notizia di una clamorosa protesta che nel pomeriggio vedrà protagonisti il Melucci, il presidente della provincia Gugliotti ed altri amministratori locali dell’arco ionico. Restituiranno simbolicamente la fascia di rappresentanza al prefetto. “Nel pomeriggio odierno, mentre il Governo si appresta a firmare il sacrificio di altre generazioni di tarantini senza che siano stati nemmeno resi pubblici i termini dell’intesa col privato – si legge nella nota di Palazzo di Città – il Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, il Presidente della Provincia di Taranto Giovanni Gugliotti e altri colleghi amministratori del territorio, in segno di protesta e denuncia per ciò che si sta compiendo, consegneranno al Prefetto di Taranto le proprie fasce di rappresentanza. Per l’occasione, inoltre, in memoria delle tante vittime del passato e col cuore rivolto a chi ancora in questi giorni si ammala e continuerà ad ammalarsi a causa dell’ex Ilva – si legge nella nota istituzionale – i suddetti Enti locali porranno a mezz’asta le proprie insegne e listeranno a lutto uno dei monumenti simbolici della storia e delle aspirazioni della comunità ionica”.


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