TEMPA ROSSA, il COMUNE di TARANTO NON SI difende al TAR !!!

Il gioco svelato. Tre anni per partorire un NO, tra rinvii, ritardi e recuperi in extremis. Poi, il ricorso al TAR presentato dalla Total. E adesso, la sorpresa: il Comune di Taranto al TAR non si presenta.

L’ente non si è fatto difendere da alcun legale lo scorso luglio, depotenziando di fatto il
No ai lavori propedeutici al progetto, nel porto, prima ancora di approvare la variante al
Piano regolatore che avrebbe dovuto chiudere la porta principale all’impianto che porterà poco lavoro e il
12% in più di inquinamento a Taranto (lo dicono le stesse carte di Tempa Rossa).
Risultato: c’è il concreto rischio che il dirigente comunale competente dovrà prima o poi autorizzare il progetto che a Taranto piace solo a Confindustria.


Ma tra i tanti NO espressi, probabilmente qualcuno non era sincero. E probabilmente dovrebbe risponderne all’opinione pubblica.
Ieri al Comune si è svolta una riunione in commissione.
Total fa sapere che potrebbe chiedere anche i danni al Comune di Taranto per tutto il tempo che ritiene di aver perso.
Ma la sorpresa è un’altra ed è gravissima, come detto.
‘Ieri – spigano i consiglieri di opposizione Venere e Capriulo – in commissione consiliare, abbiamo ascoltato le dichiarazioni del dirigente comunale del SUAP che ha candidamente ammesso che allo stato dell’arte ha difficoltà a rigettare la anzidetta autorizzazione, in quanto nessun atto concreto di diniego è stato azionato da nessuno dei soggetti istituzionali interessati dagli atti d’indirizzo consiliari.
Fa particolarmente specie apprendere che il Comune di Taranto non si è nemmeno costituito in giudizio nella causa intentata a fine aprile del 2015 dall’ENI, davanti al TAR di Lecce, e discussa a fine luglio 2015 senza che nemmeno il comune abbia pronunciato una parola o tentato di difendere la sua posizione’.
Quindi, il Comune di Taranto decide per il NO ma non difende la posizione al TAR dove la Total ha presentato ricorso.
Una vicenda grottesca che farebbe ridere se non fosse per gli effetti disastrosi che lascia intravedere.
L’insediamento industriale Tempa Rossa prevede la costruzione a Taranto di grandi serbatoi di stoccaggio di petrolio, con linee e pontile di pompaggio del greggio su navi petroliere.
Taranto diventerebbe così un grande distributore in mare aperto, con notevole incremento del traffico di petroliere, una ventina di posti di lavoro a regime (300 durante i due anni di realizzazione) e il 12% stimato di tasso aggiuntivo di inquinamento, soglia che la Total si impegna ad arginare (come si legge paradossalmente nei documenti).
Altro giro, altro errore (non voluto ?) altro danno.
Il Comune di Taranto stavolta ha superato se stesso.




Annunci

Dove andare a Taranto

Tarentum, la nuova stagione
from to