Tre rapine e un flop, traditi dai video e da Facebook: arrestati!

Tre rapine e un flop, traditi dai video e da Facebook: arrestati!

Stamane all’alba, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Manduria, con il supporto dei colleghi dei paesi limitrofi, hanno arrestato quattro persone a Lizzano. I provvedimenti sono stati emessi dal  gip  del Tribunale di Taranto, Giuseppe Tommasino, su richiesta del sostituto Ppocuratore della Repubblica di Taranto Maria Grazia Anastasia.


I quattro sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di rapina a mano armata e furto aggravato di due autovetture utilizzate per la commissione di rapina. Le indagini hanno consentito di disarticolare un gruppo composto da quattro giovani residenti a Lizzano. come detto,  che,negli ultimi tre mesi, con armi in pugno, in quattro diverse circostanze si sono alternati in tre rapine ai danni di esercizi commerciali, tentandone anche una quarta  in banca.



I video delle rapine   

PRIMA RAPINA

Le indagini sono partite lo scorso febbraio, dopo una prima rapina perpetrata ai danni di un supermercato di  Fragagnano (Taranto). Qui, un uomo, a volto coperto e ed armato di pistola, irrompeva  impossessandosi di 1.95 euro, dandfosi poi alla fuga con un complice che lo attendeva in auto. Mezzo (rubato poco prima in centro) poi trovato  dai Carabinieri nelle campagne di  Fragagnano.


In un video, però, i carabinieri hanno trovato i riscontri che cercavano.  Dal  numero della targa della Fiat Punto di colore scuro a bordo della quale i rapinatori avevano raggiunto il centro, ad esempio. L’auto, intestata ad una donna di Lizzano, risultava di fatto utilizzata dal figlio convivente della stessa (Motolese Giuseppe, 28enne, con precedenti specifici, con forte somiglianza con il soggetto notato da un testimone abbandonare la Lancia Y subito dopo la commissione della rapina, specifcano i carabinieri). Ulteriori accertamenti, eseguiti anche attraverso l’interrogatorio di persone informate sui fatti, avrebbero poi fornito ai militari altri indizi di reato a carico di Motolese.  Da qui, l’identificazione del presunto complice, (CARRIERI Antonio, 36enne di Lizzano, con precedenti).

SECONDA RAPINA 

Il 06 aprile 2017, a Lizzano,  ai danni  un esercizio commerciale di rivendita di oggettistica gestito da cittadini cinesi. Due persone in azione, e sempre a volto coperto, di cui una armata di pistola. Irruzione e via .. col  registratore di cassa contenete 500 euro. Stavolta, fuga a piedi e poi un a bordo di Fiat Panda.Anche in questo caso, le telecamere hanno consentito la ricostruzione dei fatti… a tal punto da arrivare a Mele Giuseppe, incensurato di 26 anni, e Motolese Giuseppe. “Le successive indagini accreditavano gravi indizi a carico dei predetti che, tra l’altro, risultavano somiglianti per movenze e caratteristiche fisiche ai malfattori immortalati dalla videosorveglianza del negozio rapinato” scrivono i carabinieri.  I carabinieri hanno anche effettuato un accertamento antropometrico sulle stature dei due rapinatori rilevate dalle immagini estrapolate dal circuito di video sorveglianza dell’esercizio commerciale, “dal quale emergeva che le stesse erano compatibili con quelle dei citati Motolese e Mele”.

TERZA RAPINA 

FRAGAGNANO, 26 aprile scorso.  Nel mirino il  supermercato già rapinato  a febbraio. ore 19, due persone con volto coperto, di cui uno armato di pistola… iruzione e via col registratore di cassa contenente 400 euro. Stavolta, per la fuga, una Fiat punto. stesso modus operandi, stessa risposta operativa dfei carabinieri: immagini video, ricostruzione del percorso e nuovi indizi a carico di  MOTOLESE Giuseppe. In merito, dall’analisi delle immagini acquisite da alcune telecamere installate a Lizzano, infatti, “veniva dimostrato come il MOTOLESE, il 26 aprile u.s., alla guida della sua Fiat Punto, si era allontanato da quel centro per un tempo sufficiente a raggiungere Fragagnano, perpetrare la rapina e ritornare indietro. A questo punto, le indagini si indirizzavano nei confronti di alcuni soggetti che frequentavano abitualmente il MOTOLESE al fine di poter individuare il suo complice. L’attenzione si focalizzava sul pregiudicato, 43enne CARLINO Salvatore che per  caratteristiche fisiche e per un tatuaggio sull’avambraccio sinistro, risultava pianamente somigliante all’altro rapinatore” spiegano i carabinieri.  Infine, Facebook. Nella foto profilo, Carlino indossava “un cappello di foggia e di colore identico” a quello indossato dal rapinatore durante la rapina.

“I Carabinieri riuscivano, inoltre a raccogliere gravi indizi a carico di MOTOLESE Giuseppe e MELE Giuseppe, anche per un singolare tentativo di rapina commesso il 17 maggio 2017, in danno della filiale della BNL di Lizzano. Acquisiti e visionati i filmati delle telecamere di uno stabile ubicato di fronte alla banca, il personale della Stazione Carabinieri di Lizzano riconosceva i MOTOLESE nel malvivente che, vestito con un giubbetto nero, pantaloni di colore chiaro e scarpe ginniche bianche, dopo essersi coperto il volto con un passamontagna,  impugnando un taglierino, si era avvicinato all’ingresso dell’istituto di credito e, attraverso la porta a vetri, aveva minacciato la direttrice e la guardia giurata per farsi aprire la porta, salavo desistere per la reazione degli stessi che gli indicavano di aver chiamato il 112.

In qauesto caso, MELE Giuseppe avrebbe fatto da palo facendosi però filmare da una telecamera con il volto scoperto.  Le indagini proseguivano e si indirizzavano nella ricerca del vestiario e dell’arma utilizzata dai malviventi. Una serie di peqruisizioni ha poi consentito di rinvenire alcuni capi di abbigliamento identici a quelli indossati dai malviventi nell’esecuzione della rapina del 13 febbraio e nel tentativo di rapina del 17 maggio.

Tutto per 2.800 euro. Adesso sono tutti in carcere.  “Il nome dell’operazione deriva dalla capacità dimostrata dai malviventi di portare a termine le azioni con velocità fulminea, anche in un solo minuto. Da qui Operazione Fulmine” spiegano i carabinieri. 

gli ARRESTATI (documento ufficiale dei carabinieri di Manduria)

  1. MOTOLESE GIUSEPPE, NATO A TARANTO, IL 20/04/1989, CELIBE, NULLAFACENTE, PREGIUDICATO, AL QUALE IL GIP CONTESTA IL REATO DI FURTO AGGRAVATO E CONCORSO IN RAPINA AGGRAVATA PER L’EPISODIO DEL 13 FEBBRAIO, RAPINA AGGRAVATA IN CONCORSO PER GLI EPISODI DEL 6 E 26 APRILE, TENTATA RAPINA PER L’EPISODIO DEL 17 MAGGIO E FURTO AGGRAVATO PER I FATTI DEL 13 FEBBRAIO.
  2. MELE GIUSEPPE, NATO A TARANTO, IL 09/01/1991, CELIBE, NULLAFACENTE, INCENSURATO, AL QUALE IL GIP CONTESTA IL REATO DI CONCORSO IN RAPINA AGGRAVATA PER L’EPISODIO DEL 6 APRILE E TENTATA RAPINA PER L’EPISODIO DEL 17 MAGGIO;
  3. CARLINO SALVATORE, NATO A TARANTO,  IL 23/03/1974, CONIUGATO, NULLAFACENTE, PREGIUDICATO, AL QUALE IL GIP CONTESTA IL REATO DI CONCORSO IN RAPINA AGGRAVATA PER L’EPISODIO DEL 26 APRILE;
  4. CARRIERI ANTONIO, NATO A TARANTO, IL 23/08/1980, CONIUGATO, NULLAFACENTE, PREGIUDICATO, IN ATTO RISTRETTO CASA CIRCONDARIALE TARANTO, AL QUALE IL GIP CONTESTA IL REATO DI CONCORSO IN RAPINA AGGRAVATA E FURTO AGGRAVATO PER I FATTI DEL 13 FEBBRAIO.

 


Annunci

Dove andare a Taranto

Tarentum, la nuova stagione
from to