Turco: Lo scudo penale non c’entra. Taranto è in ostaggio

Turco: Lo scudo penale non c’entra. Taranto è in ostaggio

“Neghiamo in maniera assoluta che la decisione di disimpegno di ArcelorMittal sia legata al problema della tutela penale.
Nell’incontro di ieri mattina, Arcelor Mittal ha chiaramente dichiarato che il disimpegno è legato alla mancanza di sostenibilità economica dell’impianto siderurgico e conseguentemente ha annunciato l’esubero di 5.000 unità lavorative, cosa che questo Governo non potrà mai accettare”. Lo afferma il sen. Mario Turco, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, tarantino, uno dei protagonisti del vertice di ieri con l’azienda francoindiana.


“Personalmente – aggiunge Turco – ho sempre nutrito dubbi sulle previsioni troppo ottimistiche del piano industriale redatto da Arcelor Mittal, che non considerava la congiuntura economica negativa, la guerra commerciale dei dazi, l’andamento del manifatturiero europeo e soprattutto le condizioni dell’impianto siderurgico, oltre che i connessi investimenti ambientali necessaridi di adeguamento. Piano industriale, peraltro, che ha permesso allo stesso Arcelor Mittal di aggiudicarsi una gara pubblica, eliminando possibili concorrenti. Mittal per il 2018-23 prevedeva il raggiungimento di 6 milioni di tonnellate annue di produzione, contro una produzione effettiva realizzata nel 2018 e nel 2019 di poco superiore ai 4 milioni, il che ha comportato una perdita economica mensile superiore ai 60 milioni di euro. In merito a questi risultati estremamente negativi nessuna responsabilità può attribuirsi all’attuale governo. Allo stesso tempo, è lecito domandarsi, ma come è possibile che un’azienda di tale portata possa aver sbagliato così clamorosamente un Piano Industriale, grazie al quale si è aggiudicato una gara pubblica escludendo altri concorrenti? Spero che non siano stati perseguiti altri obiettivi sottesi”.



“Il Governo, in attesa di un prossimo incontro con Arcelor Mittal – spiega Turco – si è impegnato comunque a tutelare investimenti, occupazione, bonifiche. Taranto merita rispetto, lo meritano i suoi cittadini, lavoratori, imprenditori che sono ostaggio di un fabbrica i cui impianti inquinanti sono ancora sotto sequestro”.


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