Turismo, moda, ristorazione… i numeri del disastro: 50mila imprese a rischio

Turismo, moda, ristorazione… i numeri del disastro: 50mila imprese a rischio

L’Italia sta patendo una crisi congiunturale devastante legata al dramma covid. Sono a rischio 50mila imprese e decine di migliaia di posti di lavoro. L’analisi di Fabio Rizzo:


I numeri rendono il senso di una crisi da afferrare in tempo, prima che sia troppo tardi per migliaia di imprese. La Confcommercio, non a caso, parla di un crollo dei consumi, ad ottobre, sino al -8%. E le stime di novembre non promettono niente di meglio. Dopo la forte ripresa del terzo trimestre, infatti, il temuto autunno nero dell’economia italiana si sta rivelando compiutamente. La filiera del turismo è la vetrina di questo fosco scenario: -73,2% servizi ricreativi, -60% alberghi, -38% bar e ristoranti. Alcune stime prevedono la riduzione del Pil pari al 7,7% su ottobre. E del 12,1% sull’intero anno. Con l’estendersi delle zone rosse, inoltre, sale a 280.000 il numero di bar, i ristoranti, le pizzerie e gli agriturismi di fatto chiusi. Le serrate colpiscono oltre 3 locali su 4 , dunque, senza dimenticare 20.000 agriturismi fermi (elaborazione Coldiretti basata su dati Fipe e Campagna Amica). Federazione Moda Italia prevede inoltre una una perdita complessiva di 20 miliardi (nel dettaglio) e il rischio chiusura di 20 mila negozi e una ricaduta occupazionale (negativa) su 50 mila addetti. La Federazione italiana imprese viaggi e turismo non scruta orizzonti migliori, anche a causa del blocco delle gite scolastiche, delle settimane bianche, del turismo congressuale, dei viaggi business ecc. ecc. Matrimoni e cerimonie completano il quadro: una vera e proprio industria dell’intrattenimento ferma dal primo all’ultimo step: dagli addetti al banqueting e catering a quelli della fotografia, dai trasporti al florovivaismo, dai viaggi all’abbigliamento, dal trucco alle acconciature, fino alle location: si contano 300.000 imprese e 1.500.000 di lavoratori in crisi per un crollo complessivo di fatturato pari al -70%. Spettacoli, attività culturali e teatrali, infine, da una prima stima relativa agli ultimi mesi, solo in Puglia denunciano mancati ricavi per 800 mila euro nel settore teatrale, 2 milioni nel settore cinematografico e 500mila nel cosiddetto spettacolo viaggiante.



Dall’inizio del lockdown ad oggi sono stati già persi 24 miliardi di euro di fatturato in Italia. Con le attuali nuove limitazioni potrebbero perdersi 470 milioni al mese. C’è il concreto rischio della chiusura per 50mila imprese. Occorre prevenire anche questo virus!


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