Vertenza ex Ilva, dubbi e critiche sul “Cantiere Taranto”

Vertenza ex Ilva, dubbi e critiche sul “Cantiere Taranto”

Concretamente ancora non è chiaro cosa intende fare il Governo in favore del territorio ionico. Sono numerose, però, le critiche e i dubbi sulle anticipazioni finora emerse in ordine al cosiddetto “Cantiere Taranto”. Ecco di seguito gli interventi del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, il documento finale del consiglio territoriale della Uilm ionica e le parti più significative del documento inviato da un gruppo di operai ex Ilva in cassa integrazione.


Rinaldo Melucci, sindaco di Taranto – “C’è troppo poco ancora nel memorandum tra Governo e ArcelorMittal per poter esprimere giudizi compiuti, c’è persino troppa confusione e mancanza di coperture nella bozza circolata del DL Taranto, non una traccia sulla valutazione del danno sanitario. Bene che riparta concretamente un negoziato, ma tutte le parti sanno ormai che pastrocchi non sono tollerabili, accordi al ribasso vedranno una reazione convinta dell’intera comunità ionica. Tanti spunti sembrano interessanti, ma non vediamo ancora Taranto al centro di tutto, e Taranto non coincide con l’ex Ilva, al di là di quello che possano raccontare i numeri intorno agli esuberi dello stabilimento siderurgico.



Certo, se non fosse intervenuta l’azione della magistratura oggi forse staremmo già discutendo di una catastrofe sociale, economica ed ambientale. Continuiamo a porre la questione di una partecipazione pubblica alla newco e anche di soggetti industriali più in grado di sposare le nuove tecnologie per Taranto. Almeno sull’avvio da Taranto del green new deal e sulle misure in discussione in queste ore a Bruxelles, mi sembra che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte stia mantenendo fede ai suoi impegni con la città.

Faremo tutto quello che è in nostro potere perché Taranto resti al centro dei progetti, insieme ai tarantini. Abbiamo tutti le risorse umane, intellettuali, professionali per rendere decisivo il processo di rinascita della città. È arrivato il momento di diventare protagonisti di uno sviluppo che si è sempre rivelato un fallimento quando è stato immaginato altrove e calato dall’alto come un corpo estraneo. Da decenni abbiamo assistito ad accordi al ribasso, oggi tutti gli attori in campo hanno ben chiaro che quel tempo è finito”.

Uilm di Taranto – “Si è riunito, nella sede della Camera di Commercio di Taranto, il Consiglio territoriale della Uilm di Taranto. Durante la relazione introduttiva del segretario generale Uilm Antonio Talò, sono stati trattati tutti i temi e le circostanze relativi alla vertenza ex Ilva, tracciando in modo netto e sgomberando il campo da fraintendimenti legati alla bozza del provvedimento che circola in queste ore circa il “Cantiere Taranto”, con all’interno tutta una serie di proposte e dettagli che, solo e soltanto secondo il Governo, dovrebbero racchiudere tutte le promesse del premier Conte su Taranto e la trasformazione della grande fabbrica, inclusi i progetti su Taranto. Per quanto ci riguarda, attualmente quel documento non ha valenza alcuna, pari a carta straccia, che mette a nudo l’azione di Governo misurata dai fatti di questi giorni e non solo, i quali si traducono nel prendere tempo e spostare misure e provvedimenti in avanti nel tempo, senza disporre invece con forte determinazione le immediate misure di cui Taranto, la grande fabbrica e i lavoratori hanno bisogno.


Non siamo in presenza di nessun provvedimento di legge, né tantomeno di proposte concrete da sottoporre al sindacato, tutt’altro; sarebbe invece auspicabile decisamente intavolare un ragionamento serio e coerente nell’esclusivo interesse di chi nei fatti sono i soggetti più penalizzati, partendo per esempio da un tavolo di confronto col sindacato da dove in realtà si comprenda in primis quale sia la reale politica industriale su Taranto, solo e soltanto a valle del quale discutere su tutte le misure idonee a fronteggiare l’eventuale fase di transizione unite alle idonee misure per colmare le carenze del territorio e quelle funzionali a garantire che al dramma ambientale e sanitario non si aggiunga quello occupazionale.

Per questi motivi, resta fermo, saldo ed indiscusso l’accordo del 6 settembre 2018, che la Uilm non rinnegherà mai, anzi, difenderemo con ogni mezzo l’unico ed il solo strumento che si è dimostrato con i fatti, e non a promesse, lo strumento per avanzare verso i provvedimenti che la legge impone in termini di ambientalizzazione interne ed esterne al perimetro industriale, il rilancio della fabbrica e il mantenimento dei livelli occupazionali dei lavoratori sociali, dell’appalto e di Ilva in amministrazione straordinaria. Durante il dibattito, sono stati approfonditi i temi riguardanti questi lavoratori per i quali è viva e presente tutta la determinazione ed intenzione a non sottoscrivere né ora né mai nessun accordo presente e futuro che non ne sancisca le sacrosante tutele economiche e reintegro di queste maestranze nel mondo del lavoro. Non consegneremo nelle mani sbagliate il futuro e la speranza di questi lavoratori che per la Uilm rappresentano uomini e famiglie prima che numeri, e sono e restano patrimonio da difendere e salvaguardare assieme ai lavoratori sociali e dell’appalto. Il Governo sappia che non può essere la cassa integrazione protratta lo strumento per gestire la nuova fase che si apre, così come l’assistenzialismo la dote da consegnare a questi lavoratori, ma tutto può e dovrà passare per il lavoro, quello rispettoso della vita, come unico e solo strumento di dignità e prospettiva.

Non siamo e non saremo disponibili a trattare esuberi strutturali, ma siamo disponibili a fronteggiare l’emergenza attraverso misure straordinarie, tra cui l’estensione dei benefici legati all’esposizione all’amianto, i quali non rappresentano in alcun modo un privilegio ma sono solo e soltanto un sacrosanto diritto, oltre che il risarcimento al danno. Taranto e i lavoratori sono in credito verso lo Stato per quanto hanno dato e continuano a dare in termini di salute, salario e prospettiva; da adesso in avanti, attraverso tavoli di discussione questo debito va definitivamente chiuso; servirà coraggio e orgoglio o sarà aspra lotta per quanto attiene la Uilm”.

Lavoratori ex Ilva in Cassa integrazione – “Nelle assemblee pubbliche svolte fra il 19 e il 20 dicembre davanti ai cancelli della portineria D dell’Ilva di Taranto, i lavoratori in Cigs in carico all’Amministrazione straordinaria, hanno convenuto di richiedere un incontro urgente rivolto a tutte le sigle sindacali del settore metalmeccanico e un rappresentante del Governo. L’incontro, si ritiene indispensabile, in quanto, nelle prossime settimane si deciderà il futuro della fabbrica, dopo nemmeno 15 mesi dal precedente accordo. E’ in elaborazione, infatti, un nuovo piano industriale che prospetta esuberi per gli operai. A differenza, del 6 Settembre 2018, quando l’ accordo fu calato dall’alto senza essere preventivamente discusso e condiviso con operai e impiegati, questa volta i lavoratori in AS vogliono anticipare le decisioni e presentare un proprio documento da porre all’attenzione delle parti che veda come punto cardine la salute del lavoratore, del cittadino, la salvaguardia dell’intero territorio e la tutela dell’occupazione non più, come sempre avvenuto: profitto e produzione a difesa del Pil Nazionale ma gli interessi economici dei lavoratori e della qualità della vita.

Crediamo fermamente che sia arrivato il momento di rompere il ricatto
occupazionale garantendo salario, lavoro unitamente alla salvaguardia
della salute dei cittadini, al futuro dell’intero territorio urbano, che anno
dopo anno arretra sempre più fra le posizioni di coda della classifica
nazionale sulla qualità della vita e sull’aumento della disoccupazione, alla difesa dell’ambiente. Quegli impianti vetusti, obsoleti ed impattanti dell’area a caldo vanno smantellati. L’effettiva tutela della vita e la dignità di uomo e lavoratore richiede che sia attuata immediatamente ogni misura dedita a proteggere i diritti fondamentali dell’essere umano, tra cui il lavoro e la salute, pretendiamo il blocco immediato della produzione e tempestivo avvio di un vero programma di bonifica e tutela dei lavoratori, così come avvenuto con l’accordo di programma di Genova, eliminando ogni tipo di discriminazione fra lavoratori di Genova e Taranto”.


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