Viva l’Italia, scrisse De Gregori… l’Italia del 12 dicembre

Viva l’Italia, scrisse De Gregori… l’Italia del 12 dicembre

Viva l’Italia L’Italia del 12 dicembre… L’Italia con le bandiere, l’Italia nuda come sempre. L’Italia con gli occhi aperti nella notte triste… Viva l’Italia
L’Italia che resiste!” Così Francesco De Gregori, nel 1979,  decise di chiudere quello che sarebbe diventato uno dei suoi brani manifesto. Dieci anni dopo.


Piazza Fontana, Milano, 12 dicembre 1969. Quella bomba uccise 17 persone e diede il via alla cosiddetta ‘strategia della tensione’ che culminò nella strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna. Un pezzo della destra post fascista agognava leggi speciali e sospensione dei diritti costituzionali, obiettivo da raggiungere seminando morte e paura per le strade.



Fu il contestuale inizio degli Anni di Piombo. Quella di Milano fu strage neofascista, come ha sancito la Cassazione nel 2005 (con mandanti non più giudicabili e manovalanza che resta avvolta nelle nebbie di una storia sbagliata e ricostruita peggio). Fu una strage (Banca dell’Agricoltura, a due passi dalla Madonnina)  sin dal primo momento segnata da indagini approssimative quella ci cui oggi ricorre il 50esimo anniversario: vergognosi e plateali depistaggi, tragedie correlate e conseguenti (la morte di Pinelli, l’ingiusta detenzione di Valpreda, l’omicidio di Calabresi …), processi infiniti e verità giudiziaria che segna il passi a fronte a quella storica.

Quel 12 dicembre scoppiarono altre bombe, a Roma. Per puro caso non ci furono altri morti. In Italia si stava preparando il terreno per il colpo di Stato, sull’onda anomala dei colonnelli greci e per allineare il Paese alle politiche di repressione di Spagna e Portogallo. Fu la reazione al Sessantotto e alla scalata elettorale del PCI, il più grande partito comunista dell’area Nato. Il fallito golpe Borghese, la notte dell’Immacolata del 1970, sarà uno degli episodi simbolo del tentativo di riportare l’Italia al Ventennio. Il 12 dicembre 1969 ebbero inizio i misteri d’Italia, dunque, alcuni dei quali solo in parte saranno spiegati negli elenchi P2 poi trovati a Villa Vanda, residenza di Gelli. All’eversione nera e stragista in quegli anni fece da contraltare l’altro delirio, la lotta armata brigatista rossa. L’Italia era un Paese fondato sulla P38, nel segno di Yalta. Sacrificata al confine tra i due blocchi contrapposti, con un esercito segreto controrivoluzionario pronto ad agire quando e come opportuno (Gladio). Il martirio di Aldo Moro (1978) affonda le radici anche nel 12 dicembre 1969. Primo colpo di canone di una guerra mai dichiarata e forse realmente mai finita …

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Il testo di Viva l’Italia (F. De Fregori, 1979)
Viva l’Italia
L’Italia liberata
L’Italia del valzer e l’Italia del caffè
L’Italia derubata e colpita al cuore
Viva l’Italia
L’Italia che non muore


Viva l’Italia presa a tradimento
L’Italia assassinata dai giornali e dal cemento
L’Italia con gli occhi asciutti nella notte scura
Viva l’Italia, l’Italia che non ha paura
Viva l’Italia
L’Italia che è in mezzo al mare
L’Italia dimenticata e l’Italia da dimenticare
L’Italia metà giardino e metà galera
Viva l’Italia
L’Italia tutta intera


Viva l’Italia
L’Italia che lavora
L’Italia che si dispera e l’Italia che s’innamora
L’Italia metà dovere e metà fortuna
Viva l’Italia
L’Italia sulla luna

Viva l’Italia
L’Italia del 12 dicembre
L’Italia con le bandiere
L’Italia nuda come sempre
L’Italia con gli occhi aperti nella notte triste
Viva l’Italia
L’Italia che resiste

 


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