Wojtyla, trent’anni fa a Taranto in piena guerra di mala e al crepuscolo della Prima Repubblica

Wojtyla, trent’anni fa a Taranto in piena guerra di mala e al crepuscolo della Prima Repubblica

Al Comune c’era il pentapartito, Cito cominciava a picconarlo in diretta tv, i clan malavitosi si sparavano addosso come fosse il far west,  gli studenti l’anno prima erano scesi in piazza contro la Deep Sea Carrier, la nave dei veleni, in Curia era arrivato il futuro cardinale De Giorgi, Motolese puntellava la Cittadella, l’Italsider era un fortino pubblico inespugnabile, i giornali si vendevano e il Taranto giocava in serie B.


Un secolo fa, ovvero trent’anni esatti, Karol Wojtyla arrivò a Taranto trovando una città che cominciava a porsi i primi timidi interrogativi sul proprio futuro. Emilio Riva sarebbe arrivato sei anni dopo portando con sé le prime esaurienti risposte (prepensionamenti e gestione privatissima di ciò che era stato percepito da sempre come pubblico, per definizione). Il papa polacco, la cui visita non evitò che intanto a Paolo VI scoppiasse una bomba in mezzo al caseggiato, incontrò tutti e fece visita alle acciaierie. Andò anche a Martina. Furono tre giorni intensi, storici per i tarantini. In foto, il discorso che il papa fece dal balcone del Carmine. Gli toccò frenare i fischi della folla che non stava gradendo il discorso cotonato del ministro Lattanzio. Primi vagiti di una protesta contro quella che tre anni dopo sarebbe stata definita la Prima Repubblica.      



Link utili

Incontro con i lavoratori e i dirigenti dell’ILVA (28 ottobre 1989)
[Italiano]

 


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