Zalone, c’è poco da ridere

Zalone, c’è poco da ridere

(Tolo Tolo – in programmazione al cinema Orfeo di Taranto) Sbeffeggia il razzismo fastidioso (‘è come la candida d’estate’) racconta i migranti dal punto di vista dei migranti e dal surreale di comodo trasferisce il suo primo piano nel mondo scomodo di oggi.


Dei migranti sfiora i drammi, mettendo in scena un neo neorealismo da ridere, da buon guitto qual è: irride gli ItaGliani, si fa gioco dei nostalgici, evita battute idiote e ha cura della fotografia, elabora ‘faccetta nera’ e si rivolge ai bambini spiegando chi sia davvero la cicogna: una mignotta, e pure strabica, che decide chi deve nascere per morire di fame e chi invece è destinato a patire la dipendenza da cosmesi.



C’è poco da ridere nel film di Zalone. Prende in giro noi miserabili occidentali, il giornalista a caccia di storie banali, il migrante egoista, il politichetto di oggi, gli slogan scaduti e l’italietta convinta di essere l’America. Applausi, come quelli finali di oggi pomeriggio all’Orfeo.

Ps. Il picco geniale è il David di Michelangelo nero e superdotato. Che forse è il vero incubo di certi ItaGliani dai parametri… piccoli piccoli


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