Copertina
Soprintendenza, tutto ok? Tanto vale strappare i libri di storia
di PIERO MASSAFRA
Un diffuso dibattito cittadino; centinaia di uomini, donne e ragazzi lì a sfilare compostamente; decine e decine di associazioni e cani sciolti mobilitati; qualche politico invia persino “la lettera”; siamo cascati in sogno alla nostra senatrice Finocchiaro, semipresidentessa della Repubblica, che però non s’è svegliata; i consigli comunale e provinciale unanimi “hanne parlate”; le associazioni di categoria smettono miracolosamente di essere tra loro per stare con noi, ma la Soprintendenza se ne va, ci rassicura, per darci pace e riposo (quasi eterno) la dott. Recchia, direttrice generale del MIbac (Gesù Gesù sant’Anna e Maria).
Dott.ssa garbata e istituzionale che in un soft salottino della prefettura, ma scarso a luce che impediva agli occhi, specchio de “all’anima nostra”, ci ha fatto dono (si direbbe pontificalmente) del percorso da seguire nel corso della nostra esistenza culturale.
Io c’ero! e ne ho tratto (da sbadato che sono) solo le seguenti considerazioni, anzi impressioni
1- Taranto se serve serve, se no non serve.
2- Taranto potrebbe aver inventato tutte le invenzioni, ma se non “serve”, non conta.
3- Taranto, che ha straordinaria presenza nella storia, su quella storia non può contare, se non serve.
4- Se vi fosse disponbilità del Superiore Ministero, per come le cose sono state narrate (con tanto di congiunti al loro posto) le proposte indirizzate all’importante funzionario, si sarebbe aperto uno spiraglio, forse persino una delle residue porte sante.
5- La narrazione della mobilitazione culturale di una città intera ci ha garantito però un consiglio materno: “cari amici fate, fate fruttare queste risorse.
6- Potete-possiamo muovere 199312, 3periodico cittadini per la centenaria Soprintendenza (nel Sud), ma se i politici non sanno e non fanno politica…
7- Il nostro stato-governo si “incuriosisce” davanti la forte denuncia di una città che rivendica storia e cultura a millenni, solo se i politici rassicurano i colleghi…
8- Il “mandato” è così libero che se i “rappresentanti” non si intendono di storia del loro territorio può capitare di seppellire tremila anni di storia a loro incolpevole e libera insaputa, senza vincolo di mandato.
9- Ultimo consiglio e congedo della Dott.ssa: “Godetevi il Museo che vi abbiamo fatto nuovo nuovo e sarà più grande e più bello che pria, e che voi (noi?) avete tenuto in cantiere per tre milioni di anni.
Ancora una volta non abbiamo capito le ragioni storico-culturali della nostra estinzione e assenza in un progetto di grande portata, che certamente inciderà per sempre (persino per tutto il tempo dell’attuale governo) nel dna culturale della PATRIA, ma abbiamo capito tutto.
Non ci resta che un’ultima occasione: invitare i nostri studenti a strappare dai libri di storia quei paragrafi -ma subito e prima del Superiore Ministero- che trattano di Taras-Tarentum-Taranto…Ilva. Una bella gara. Che bello, finalmente possiamo vincere!
Ai prossimi incontri, per godere di tanti, tanti altri consigli. Primo tra tutti: “state buoni che potete e ben sapete!”