Manduria: Nefandezze esaltate nelle chat, i video circolavano da tempo

Manduria: Nefandezze esaltate nelle chat, i video circolavano da tempo

Percosse, aggressioni, bestemmie, sputi, offese. Solo, torturato, sequestrato, aggredito, insultato, deriso. E tanti, quasi tutti, sapevano di queste “bravate criminali“! Stando a quanto appreso stamani dagli inquirenti siamo di fronte alla ricostruzione di una gravissima azione perpetrata in modalità  “pseudo ordinaria”.


Decine di video, centinaia di condivisioni, migliaia di persone che guardavano. Quindi sapevano,  commentavano, diffondevano, facevano girare… come si dice oggi (la nostra diretta Fb).



“Non c’è atto che non sia stato documentato in video dagli stessi autori” dice sdegnata Antonella Montanaro. Porta la data del 5 aprile scorso l’esposto presentato da alcuni vicini di casa.

Per adesso a pagare con le manette sono “i microcriminali organizzati”, per dirla col procuratore della Repubblica,  Capristo che in Questura, poco fa, ha tenuto una conferenza stampa con il questore di Taranto, Stamerra, il procuratore del Tribunale dei Minori, Montanaro, il sostituto procuratore Epifani, il dirigente della Polizia di Manduria, Gaetani,  e tutti gli investigatori che all’alba hanno assicurato alla Giustizia, che “farà il suo corso” come giustamente ha sottolineato la Montanaro, la cosiddetta “comitiva degli orfanelli”.

LA CONFERENZA STAMPA


 

E’ una storia sbagliata, sbagliatissima, che arriva da Manduria, provincia di Taranto, e che riflette un fenomeno  maledettamente sempre esistito (presunti forti in branco contro il più debole, spesso isolato) ma adesso aggravato e maledettamente alimentato dalla rapidissima divulgazione e condivisione tecnologica dei reati, con una presunzione di “impunità” che rende il paradosso finale. “Filmano le bravate criminali e le postano sul perché elemento di soddisfazione” dice Capristo, rammaricato. “Il nostro lavoro è solo all’inizio, è una prima risposta a questi fatti gravissimi. Ci sarà anche un’indagine sui silenzi senza i quali oggi Stano sarebbe tra noi” dice il procuratore.

Antonella Montanaro parla di “copioso atto probatorio di maltrattamenti, lesioni, sputi, bestemmie, offese contro il signor Stano, un uomo di 66 anni. Sei degli otto fermati sono minorenni di 16 e 17 anni, i gli altri due sono neo maggiorenni – precisa il procuratore del Tribunale dei Minori – i video circolano da tempo a Manduria. Abbiamo sequestrato i cellulari dei fermati  (8) e degli indagati (14), estrarremo file video e audio e ovviamente le conversazioni chat”. E siamo al secondo punto dolente di questa storia sbagliata. “L’uso distorto del web segna la vicenda, i ragazzi esaltavano e diffondevano le loro nefandezze. la crudeltà e la violenza si autoalimentava, nelle chat dei ragazzi e anche su altri telefoni. la quasi totalità della cittadinanza manduriana (e chissà quanti altri, visto che il social non ha confini, ndr) era a conoscenza dei fatti. I file sono significativi. I video delle chat erano anche commentati dagli autori delle nefandezze”. Una storia di solitudine, debolezza, malvagità e morte. Cosimo Stano nel 2012 aveva presentato denuncia contro ignoti, come altre successive segnalazioni. Il 14 marzo scorso aveva rifiutato l’aiuto della Polizia, “aveva ormai perso qualsiasi fiducia verso tutti, istituzioni comprese. Si era chiuso in casa..” è stato spiegato stamane in Questura.

 

 

 


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