Rischio inquinamento, il sindaco di Taranto chiude la scuola Deledda-De Carolis

Rischio inquinamento, il sindaco di Taranto chiude la scuola Deledda-De Carolis

“Io non sono sicuro. Io non metto i nostri piccoli a rischio nemmeno di fronte a una situazione che si è verificata trent’anni fa”. Così, questa mattina il sindaco di Taranto ha annunciato l’ordinanza che sospende le attività didattiche nel plesso Deledda-De Carolis sino al 10 marzo 2019 e la chiusura della stessa struttura fino al 31 marzo.


La scuola si trova al rione Tamburi, in prossimità delle colline ecologiche edificate dall’ex Italsider e finite sotto sequestro nei giorni scorsi a seguito dell’indagine del Nucleo operativo ecologico (Noe) dei carabinieri secondo il quale i cumuli sarebbero stati realizzati con diverse tonnellate di rifiuti industriali derivanti dal centro siderurgico (loppa e scorie di altoforno). Gli accertamenti dell’Arpa hanno evidenziato la presenza di agenti inquinanti, soprattutto metalli.



Il plesso Deledda- De Carolis dista pochi metri dalle colline ecologiche. La popolazione scolastica, i docenti e tutto il personale, corrono il rischio quindi di essere esposti alle sostanze tossiche trovate nelle colline. L’Amministrazione comunale ha chiesto rassicurazioni in tal senso agli organi sanitari e di controllo. Ma le risposte, non hanno fugato i dubbi. Da qui l’ordinanza del sindaco che questa mattina ha tenuto una conferenza stampa a Palazzo di città alla presenza di alcuni esponenti della giunta, tra cui l’assessore all’Ambiente Francesca Viggiano.

Con l’ordinanza il sindaco chiede all’Arpa Puglia una parola chiara sugli effetti degli agenti inquinanti contenuti nelle colline ecologiche. La sospensione delle attività didattiche e la chiusura del plesso fino alla fine di marzo, infatti, sono finalizzate alla realizzazione “senza indugio di indagini analitiche volte al monitoraggio della qualità dell’aria indoor e outdoor (cioè all’interno e all’esterno, ndr) da svolgersi entro il 31 marzo 2019, i cui risultati dovranno immediatamente e continuamente essere messi a conoscenza del sindaco”. L’ordinanza prevede che siano disposte tutte le misure necessarie per il trasferimento degli studenti in altri plessi scolastici e la ripresa dell’attività didattica a partire dall’11 marzo 2019.

Per la prossima settimana il sindaco Melucci convocherà una riunione con il commissario alle Bonifiche e con gli altri soggetti interessati, per discutere di colline ecologiche, qualità dell’aria, wind day. “Su questi temi adesso vogliamo chiarezza – ha detto il primo cittadino – vogliamo che dal ministro, sino alla Regione Puglia, siano tutti in campo seriamente, nel rispetto di ruoli e prerogative, e che non lascino sola la città. Da loro vogliamo ora un contributo serio, sereno, definitivo perchè noi siamo convinti che la situazione sia sensibilmente migliorata negli ultimi tempi ed è destinata a migliorare ancora, ma basta turbare questa comunità, basta dire e non dire”.


Melucci ha lanciato anche un avvertimento. “Laddove dovesse mancare la chiarezza che stiamo invocando, da qui in avanti il sindaco adotterà provvedimenti di intensità sempre maggiore perchè noi non siamo tifosi di ArcelorMittal, non siamo tifosi di Arpa, non siamo tifosi di nessuno, al massimo siamo tifosi dei nostri bambini. Vogliamo che tutti si assumano la responsabilità insieme all’Amministrazione comunale, di comunicare alla città la realtà dei fatti”.

Il riferimento del primo cittadino va in due direzioni.  “ArcelorMittal – ha detto – deve dare immediatamente avvio alla discussione sul protocollo d’intesa stipulato con il governo precedente e con l’attuale”. L’altra considerazione è rivolta agli allarmi lanciati nei giorni scorsi in ordine all’aumento di sostanze inquinanti nell’atmosfera. “Inizieremo – ha detto Melucci – a portare in tribunale chi è causa di procurato allarme che è un reato”.

“Il provvedimento – ha poi spiegato l’assessore Viggiano – riguarda 708 studenti. Davanti alla mancanza di risposte certe rispetto ai nostri dubbi, abbiamo scelto la tutela dei bambini per i quali saranno adottate tutte le misure necessarie per garantire anche il diritto allo studio”.

Ordinanza colline ecologiche


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