Troppi debiti personali o familiari, la nuova legge per uscire dall’incubo

Troppi debiti personali o familiari, la nuova legge per uscire dall’incubo

Sovraindebitamento personale e familiare, come uscirne a norma di legge. Simona Grassi (studio Rizzo) illustra le novità contenute nelle norme che entreranno in vigore la prossima estate:


Abbiamo già introdotto il tema del sovraindebitamento nella nostra rubrica (leggi qui) focalizzando sulle novità che la legge prevede a tutela di chi intenda uscire da una situazione di impasse finanziario, personale o familiare. Oggi dettagliamo sulle norme che entreranno in vigore il prossimo 15 agosto (testo). Il nuovo codice sulla crisi d’impresa e dell’insolvenza ha semplificato le procedure preesistenti e ne ha inoltre agevolato l’accesso per i soggetti sovraindebitati. Si parla dunque di vero e proprio piano di ristrutturazione dei debiti,  attraverso una procedura di composizione della crisi riservata al consumatore (viene definito così un qualsiasi cittadino non imprenditore, non titolare di partita Iva o, comunque, che agisca per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigiana o professionale eventualmente svolta). La procedura è particolarmente favorevole: consente al debitore di sottoporsi esclusivamente alla valutazione del Giudice che stima quanto possa essere destinato al soddisfacimento dei creditori, salvaguardando una somma sufficiente a garantire il sostentamento del nucleo familiare. Non solo privati, però. Novità della riforma, infatti, è la possibilità per un socio illimitatamente responsabile di  avere accesso alla procedura per debiti estranei a quelli sociali.



Punto fermo, in premessa, resta il criterio della meritevolezza. La nuova legge, infatti,  esclude dalla procedura di ristrutturazione dei debiti chi  ha determinato la situazione di sovraindebitamento con colpa grave, malafede o frodeSarà dunque privo di merito, ad esempio, il debitore che si è spogliato di beni prima di accedere alla procedura. La riforma introduce inoltre la possibilità  di avviare procedure familiari di ristrutturazione dei debiti presentando un piano unico per l’intera famiglia, in considerazione del fatto che spesso l’origine del sovraindebitamento risiede proprio nelle necessità familiari. Quanto ai contenuti oggettivi del piano, è prevista  la possibilità di ristrutturare  anche debiti relativi a  contratti di finanziamento con cessione del quinto dello stipendio, del trattamento di fine rapporto o della pensione: l’intento del legislatore è destinare nuove somme al complesso dei creditori. Infine, la cosiddetta esdebitazione al termine della procedura. Consiste nella liberazione del debitore dai debiti residui  non soddisfatti dalla procedura. Dunque, è la possibilità conclusiva di essere riabilitato attraverso la cancellazione del proprio nominativo da tutti i registri, come quello dei protesti o la Crif. Per poter beneficiare di tale condizione, il debitore non deve in alcun modo aver intralciato o ritardato il buon fine della procedura, né aver commesso atti di frode o nascosto informazioni rilevanti. La nuova  Legge sulla crisi d’impresa rappresenta dunque una concreta possibilità di  tornare a vivere una vita serena, senza l’oppressione di debiti diventati insostenibili.

 

 


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